Il cosiddetto terzo tempo è una peculiarità tipica del rugby, una tradizione che le squadre di rugby hanno fatto nascere in tempi molto antichi e che ancora oggi rispettano in modo rigoroso.


È cosa nota, d'altronde, il fatto che il rugby sia considerato uno “sport per signori”, pur trattandosi di una disciplina che comporta violenti contatti tra giocatori e che richiede grande agonismo e fisicità: il desiderio comune di vivere sempre il terzo tempo al termine di ogni partita, infatti, è davvero un simbolo di come questo sport racchiuda degli alti valori in termini di sportività e di rispetto tra avversari.

Ma che cosa è, quindi, il terzo tempo? In cosa consiste, dal punto di vista pratico, questa tradizione?

Il terzo tempo è un momento di socialità e di convivialità che le due squadre condividono al termine della partita, vivendolo sempre all'insegna dell'amicizia, della cordialità e anche dell'ospitalità: è tradizione, infatti, che ad organizzare il terzo tempo sia la squadra ospitante, la quale assai spesso prevede un piccolo omaggio da donare a ogni avversario. Il terzo tempo può tenersi, a seconda di quale sia l'orario del match, durante l'ora di pranzo, qualora si giochi di mattina, oppure la sera, se la partita ha inizio ad un'ora più tarda. Durante il terzo tempo è tradizione che tutti i giocatori si rifocillino dopo la fatica agonistica, di conseguenza al terzo tempo corrisponde, nella grande maggioranza dei casi, ad un pranzo o una cena. Oltre a mangiare, nel terzo tempo è una tradizione altrettanto sentita quella di consumare alcolici, anche in quantità piuttosto abbondanti.


Quali bevande vengono consumate durante il terzo tempo?

La tipologia di bevande alcoliche consumate durante il terzo tempo varia soprattutto in base alla nazione in cui le squadre si trovano: la squadra ospitante, quindi, fa assaggiare agli ospiti le bevande alcoliche più tipiche della propria terra.
Nei paesi anglosassoni, dunque, nel terzo tempo si è soliti bere le tipologie di birra più svariate, in Francia ed in Italia si predilige il vino, allo stesso tempo nei paesi dell'Est Europa non è raro che si consumino dei superalcolici, su tutti la classica vodka.

Il terzo tempo come momento di convivialità

Il terzo tempo, dunque, è un momento conviviale che coinvolge non solo i giocatori, ma anche l’intero staff delle varie squadre; allo stesso tempo, inoltre, non è affatto raro che prendano parte al terzo tempo anche le famiglie dei giocatori, soprattutto nel caso in cui abbiano fatto la trasferta assieme ai loro cari, o perfino alcuni tifosi.
Divertimento e goliardia, dunque, fanno assolutamente rima con terzo tempo, e sono tanti gli episodi buffi connessi con questa usanza e condivisi da squadre che, fino a poche ore prima, erano sul campo a sfidarsi senza esclusione di colpi.

Terzo tempo mondiali rugby

Per gli appassionati di rubgy, nonchè per gli stessi sportivi che si dedicano a questa disciplina, il terzo tempo è considerato un momento assolutamente irrinunciabile.
Nel 2007, in occasione dei mondiali di rugby tenutisi in Francia, si avanzò la proposta di evitare il terzo tempo nel corso del torneo, alla luce dei numerosi spostamenti che le squadre dovevano sostenere e dei tempi piuttosto ristretti previsti dal calendario: l'idea, per quanto razionale, suscitò subito perplessità da parte dei giocatori, tutti assolutamente intenzionati a rispettare questa tradizione del loro sport. Insomma, il terzo tempo è davvero una tradizione estremamente sentita nel rugby, un'usanza che molte altre discipline invidiano non poco a chi pratica questo sport.

Terzo Tempo nel calcio

Anche il calcio ha spesso ammirato con curiosità ed interesse la tradizione del terzo tempo.
Da questo punto di vista, molti appassionati di calcio ricorderanno quanto avvenuto durante la partita Fiorentina-Inter del 2008: al termine dell'incontro, infatti, i giocatori delle sue squadre si riunirono spontaneamente al centro del campo per salutarsi cordialmente assieme alla terna arbitrale, dando vita così ad un bel gesto di sportività e di fair play.
Quanto avvenuto allo stadio Artemio Franchi di Firenze fu subito definito una sorta di terzo tempo, anche se ovviamente nel rugby questa tradizione presenta, come visto, delle caratteristiche ben diverse.

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