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Lo sapevi che il Carnevale di Venezia non nasce come festa cristiana?

Le origini pagane

Le sue origini risalgono molto in là nei secoli, al tempo in cui in Europa si praticavano i riti pagani che celebravano i cicli della natura; in questo caso la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera. Con l’avvento del Cristianesimo il Carnevale ha preso connotazioni diverse diventando un periodo di gioia e festeggiamenti prima delle ristrettezze della Quaresima.

Panem et Circensem

Il Carnevale ha inoltre avuto un peso sociale e politico importantissimo nella Serenissima Repubblica di Venezia (e non solo), impiegato come Panem et Circensem dalle autorità, ovvero come occasione di “sfogo controllato” per il popolo che consentiva ai ceti più agiati di mantenere i propri privilegi.

Insomma, quella che adesso viene mediamente considerata poco più che una festa per bambini è in realtà una tradizione antichissima e ricca di risvolti interessanti.

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Le maschere della tradizione veneziana

Per esempio: perché si usavano le maschere?

La maschera serviva proprio per creare l’illusione che tutti gli individui fossero uguali tra loro senza differenza di ceto, classe sociale e sesso. Spesso infatti gli uomini si travestivano da donne e viceversa. Anche i nomi venivano messi da parte in occasione dei festeggiamenti e il saluto condiviso da tutti non era altro che “Buongiorno Siora Maschera”.

La loro realizzazione divenne nel corso dei secoli una vera e propria arte a Venezia, tanto da far nascere la professione degli artigiani maschereri, abilissimi nel creare le diverse tipologie di maschera veneziana.

Andiamo a scoprire quali sono:

Larva: dal latino “fantasma” o “maschera”, era una maschera bianca dai lineamenti neutri che veniva utilizzata per celare l’identità della persona.

Bauta: era un travestimento completo di maschera, la Larva, con un mantello chiamato Tabarro, e un tricorno nero che si indossava sul capo. Questo travestimento in alcuni casi era utilizzato anche fuori dal Carnevale in occasioni in cui si necessitava celare la propria identità.

Moretta: era il travestimento delle donne. Piccolina, graziosa, di velluto nero e di forma ovale, in passato si usava quando le donne si recavano in visita dalle monache. In seguito, ornata e adornata con velette, cappellini e gioielli divenne per eccellenza la maschera femminile da indossare nella ricorrenza del carnevale. Era una maschera che non permetteva il dialogo poiché per tenerla in bocca si mordeva un bottoncino che la rendeva una “maschera muta”.

Gnaga: era una maschera con sembianze di gatto che gli uomini indossavano quando si travestivano da donne. Per completare il travestimento portavano un cesto sotto il braccio, con un piccolo micio al suo interno.

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Al Carnevale di Venezia 2019 con GoGoBus

Il Carnevale di Venezia dura due settimane e quest’anno i festeggiamenti si terranno dal 16 febbraio al 5 marzo tra sfilate, balli, cene di gala, voli e spettacoli.

Vuoi venire a curiosare con noi?

Si parte da Milano, Bergamo e Monza a partire dal 23 febbraio.

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