Continua il nostro tour itinerante alla scoperta del mondo del rugby ed in particolare modo del terzo tempo…

Vuoi la voglia di uno sport pulito, e fuori almeno per il momento, dagli scandali sportivi, vuoi il piacere di andare allo stadio senza la paura di portare tutta la famiglia (bambini compresi), vuoi la sempre maggiore attenzione a livello mediatico, di certo vi è che il rugby si sta imponendo a livello internazionale, conquistando un’attenzione sempre maggiore in tutto il mondo. Abbiamo visto insieme il significato del terzo tempo nel rugby, e ci siamo appassionati così tanto che vogliamo scoprirne ogni piccolo dettaglio.
Molti sono gli episodi legati indissolubilmente al terzo tempo alla fine delle partite di rugby, e altrettanti sono gli episodi sconosciuti, eccone alcuni.


-E’ la squadra che ospita il match ad avere l’obbligo anzitutto morale, di offrire il terzo tempo al team ospite. Cosi come avviene nella vita sociale privata, quest’ultimi tramite il presidente e il capitano portano in dono alcuni regali per ringraziare dell’ospitalità. Nel caso delle piccole squadre di provincia, anche se esse sono impegnate nei campionati minori, la regola non è infranta. Solitamente però la squadra ospite invece di costosi doni da esporre nelle bacheche delle società sportive, porta le specialità culinarie della zona di provenienza. Non è raro in questo caso, che i generi alimentari sono cucinati alla perfezione dai familiari dei giocatori e a volte dai giocatori stessi, questa convivialità fa diventare la fine della partita un divertente pic nic sul prato, dove le conoscenze si intrecciano e le amicizie si rinsaldano, nel solco della tradizione sportiva.

-Uno dei prodotti che non manca mai durante l’espletazione del terzo tempo sono i prodotti ad alta gradazione alcolica. Questi sono scelti a secondo del paese dove viene disputata la partita, e se nei paesi del settentrione d’Europa la costante sono i fusti di birra, nei paesi latini (Spagna, Italia, Argentina) i festeggiamenti sono di solito a base di ottimo vino locale. Scalpore hanno fatto ultimamente alcuni terzi tempi organizzati dalle squadre russe, sia per il freddo sia per una sorta di “pregiudizio territoriale” i terzi tempi in quei paesi sono effettuati a base di vodka. Nessuno in questo caso protesta, tutti bevono, e non è raro che soprattutto i giocatori ospiti si lascino cosi tanto andare, che debbano essere aiutati per “riconquistare” il loro pullman.

- La squadra gallese, che è una delle più forti al mondo, non nasconde che uno dei terzi tempi più belli mai offerti, è stato quello che gli italiani hanno organizzato all’olimpico di Roma dopo un match del famoso torneo delle sei nazioni. Gli azzurri in campo hanno perso in maniera meritata, ma nella loro “club house” hanno offerto una festa che ancora i dragoni verdi ricordano. Antipasti di salumi, un primo di pasta a forno cucinata da uno chef famoso, litri di vino rosso toscano e per finire grappa friulana. Il coach della squadra ospite nelle interviste post partita non ha parlato del match, ma ha attirato l’attenzione sull’ospitalità offerta, un ospitalità che ha conquistato tifosi e giornalisti, e che presto ha fatto dimenticare l’umiliante risultato che Parisse e compagni avevano rimediato sul campo da gioco.

- Uno degli episodi più divertenti legati al terzo tempo avvenne dopo una partita tra Francia e Inghilterra a Parigi all’inizio degli anni 80. In quell’occasione la squadra di casa volle regalare agli ospiti un flacone di acqua di colonia prodotta in Francia. Uno dei giocatori inglesi, Colclough, organizzo però uno scherzo ai suoi compagni. La terza linea inglese svuotò infatti il suo flacone, e lo riempi di vino, il ragazzo attese che tutti i suoi compagni fossero riuniti e poi in maniera plateale lo tracanno di un fiato, dicendo che era usanza che i transalpini fornissero bottigliette riempite di ottimo vino. Lo scherzo colpì nel segno e molti suoi compagni iniziarono a bere il profumo. In particolare il flacone fu svuotato da Colin Smart, quest’ultimo fu ricoverato d’urgenza in ospedale e dovette essere sottoposto ad una lavanda gastrica. L’azione goliardica fu svelata dai giornali inglesi, che loro malgrado puntarono sull’ironia e fecero notare come Smart all’uscita dall’ospedale avesse uno “degli aliti più profumati” dell’intera squadra.

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