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Sharing economy in Italia non significa solo car pooling e car sharing ma anche bus sharing e bike sharing. Vediamo insieme lo sviluppo ed evoluzione del bike sharing in Italia…

La prima città italiana a dotarsi di un sistema di bike sharing a chiave codificata è stata Ravenna che nel 2001 ha regalato ai propri cittadini un sistema con 120 biciclette in condivisione.
Tre anni dopo, nel corso del 2004, a Cuneo viene istallato e messo in funzione il primo sistema di bike sharing con tessera elettronica. 
Alla fine del 2015, erano in attività circa 200 servizi di bike sharing. Si tratta di un numero molto alto, superiore a quello di molte altri paesi. In Francia, per esempio, dove i servizi di bike sharing hanno avuto un’ampia diffusione, i servizi attivi ad oggi sono 391.
Il carattere del nostro sistema di bike sharing è prevalentemente urbano ma esistono alcuni esempi di servizi a carattere provinciale come quelli delle provincie di Trento, Cremona e Lodi.
Alcuni servizi che operano in piccoli e piccolissimi comuni spesso tendono a servire più paesi limitrofi; formalmente appartengono ad un Comune ma servono un’area d’influenza maggiore.

Mappatura dei servizi di Bikesharing in Italia, 2016

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Fonte: elaborazioni OSM

Come visibile nella mappa, i servizi di bike sharing si concentrano prevalentemente al Nord. Le aree urbane delle regioni del Nord in cui sono presenti rappresentano il 64% rispetto al totale delle aree censite. Ve ne sono 34 in Lombardia, 15 in Piemonte, 20 in Emilia Romagna, 17 nel Veneto, 9 in Liguria, 3 in Friuli Venezia Giulia, 23 in Trentino Alto Adige e 2 in Valle d’Aosta. Nel Mezzogiorno sono presenti 42 città in cui sono attivi servizi di bike sharing, pari al 22% del totale, rispettivamente 6 in Campania, 9 in Puglia, 15 in Sardegna, 9 in Sicilia, 3 in Abruzzo e 1 in Basilicata. Nell’Italia centrale, invece, la percentuale scende al 14% con rispettivamente 12 sistemi di bike sharing in Toscana, 6 nelle Marche, 8 nel Lazio e 2 in Umbria.

Le città in cui sono presenti servizi di bike sharing sono di dimensioni molto varie. In termini di numero di città coinvolte, i Comuni maggiormente interessati dall’attivazione di un servizio di bike sharing sono quelli medio-piccoli (45%).

Tra le dieci principali città metropolitane italiane, solo Bari, Bologna, Genova, Milano, Torino e Venezia dispongono di un servizio di bike sharing. Spicca l’assenza di un servizio di bike sharing attivo a Firenze, Napoli, Reggio Calabria e Roma.

Milano e Torino dispongono dei servizi di bike sharing più importanti sia dal punto di vista delle flotte a disposizione sia degli iscritti al servizio, rispettivamente 4.650 biciclette e oltre 64.000 abbonati annuali e 1.200 biciclette e 23.672 abbonati.

Consistenza flotte

La flotta italiana delle biciclette in sharing si distribuisce:

  per il 4% nei comuni la cui popolazione è inferiore ai 10.000 abitanti (55 comuni serviti con 683 veicoli condivisi);

  per il 20% nei comuni tra 10.000 e 60.000 (87 comuni serviti con 2645 veicoli condivisi);

  per il 29% nei comuni tra i 60.000 e i 250.000 (42 comuni serviti con 3862 veicoli condivisi);

  per il 47% nei Comuni sopra i 250.000 abitanti (8 comuni serviti con 6319 veicoli condivisi);

Il numero di biciclette per abitante e per unità di superficie nelle città dove sono presenti servizi di bike sharing non lascia intravedere un nesso che leghi il dimensionamento delle flotte condivise con le dimensioni del Comune dal punto di vista demografico.

Se si prende in considerazione una delle eccellenze europee sul bike sharing, ovvero Parigi, ci si rende conto che sono pochi i servizi italiani che contemporaneamente, sia nell’incidenza di biciclette ad abitante sia nella densità di biciclette per superficie, possano stare al passo della capitale francese. Se ne deduce che, nonostante l’alto numero di città in cui è presente un servizio di bike sharing in Italia, solo alcune di esse dispongono di un’infrastruttura in grado di incidere radicalmente sul sistema della mobilità urbana.

Schemi di finanziamento

I servizi di Bikesharing in Italia nascono grazie al finanziamento pubblico, in larga parte di provenienza dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), indirizzato alle Amministrazioni locali intenzionate a istituire questo tipo di servizio nel proprio territorio.

Il meccanismo di base è l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto per la fornitura e l’istallazione di sistemi di bike sharing, di norma sino all’80% del contributo necessario, nel quadro di misure di promozione della mobilità sostenibile e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

L’istituzione di un servizio di bike sharing si associa all’esecuzione di alcune macro attività quali:

1) progettazione del servizio e piano economico–finanziario;

 2)fornitura e posa in opera del sistema di Bikesharing lungo la rete stradale;

 3)gestione del servizio;

 4)monitoraggio del servizio erogato.

Oltre a questa linea di finanziamento principale le Amministrazioni locali hanno potuto avvalersi di ulteriori risorse provenienti da finanziamenti comunitari e regionali.

Fermo restando che i finanziamenti per l’istituzione del servizio sono pubblici, così come detto in precedenza, le risorse necessarie per l’attività di gestione, possono provenire da schemi di finanziamento molto eterogenei e questo è senza dubbio una delle criticità del bike sharing italiano.

 I fornitori di sistemi di Bikesharing

Le principali aziende che forniscono sistemi di bike sharing in Italia sono:

Bicincittà, operativo in 115 comuni per un totale di 6.241 biciclette e 1.418 stazioni;

Clear Channel presente su Milano e Verona con 4.900 biciclette circa e 289 stazioni;

Centro in bici, invece, attivo in 31 centri urbani con 2.498 biciclette e 230 stazioni;

Ecospazio operativo in 24 comuni con 217 biciclette e 30 stazioni.

A queste aziende, storicamente presenti sul mercato italiano e in alcuni casi anche estero, come nel caso di Clearchannel, si è recentemente aggiunta TMR srl, che ha da poco istallato il sistema di Palermo e di altri quattro comuni con 191 biciclette e E-Move presente in tre comuni con 22 bici e 3 stazioni13.

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