Dal 20 al 22 maggio si è tenuto a Ferrara il primo festival della Sharing Economy in Italia che ha portato speranza e fiducia per il sistema economico del nostro paese…


Il Festival,
organizzato dall’Agenzia Sedicieventi, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Comune di Ferrara e la partnership dell’Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Economia, ha lasciato in dote un importante messaggio “Non è la ricchezza che manca nel mondo ma la condivisione”. 

In effetti i numeri ed i dati possono veramente rappresentare una fonte di fiducia per tutto il settore (fonte collaboriamo.org):

1) crescita del 100% dell’utilizzo dei servizi di sharing dal 2013 (si è passati dal 13% della popolazione al 26%);
2) pubblico molto trasversale: la fascia 18-54 rappresenta lo zoccolo duro degli utilizzatori;
3) del 70% degli Italiani che hanno dichiarato di conoscere il fenomeno, solo il 25% ne ha usufruito, quindi esiste un 45% pronto ad essere “ingaggiato”;
4) inoltre il 22% degli “users” pare intenzionato ad utilizzare in futuro servizi di sharing;
5) mobilità e leisure sono i servizi che presentano i tassi di crescita maggiore.

Le 5 C della Sharing Economy

La Sharing economy non è solo risparmio, ma una serie di valori, comportamenti, atteggiamenti che possono migliorare la qualità dell’intero sistema economico:

collaborazione: fornire risorse o servizi inutilizzati in cambio o meno di un corrispettivo;
coerenza, chiarezza e comprensibilità: trasparenza, onestà e coerenza nel breve e lungo termine
comportamento: trattamento umano e rispettoso verso gli utenti, veri e propri protagonisti del sistema economico;
contatto (solo tramite piattaforma): gli utenti che utilizzano le piattaforma digital devono poter godere di un’esperienza onnicomprensiva e soddisfacente;
community: senso forte di appartenenza e di responsabilità collettiva attraverso lo scambio reciproco tra individui.

Infine è importante segnalare uno studio sull’Harvard Business Review, dove i docenti universitari Mark Esposito, Terence Tse e Khaled Soufani sottolineano l’importanza dell’economia della condivisione: un’economia di recupero in cui non si tratta tanto di “fare di più con meno” ma, piuttosto, di fare di più con ciò di cui già disponiamo, che porterebbe un incremento del Pil (+7%) e reddito delle famiglie (+11%) europee.

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